Progettazione dei materiali e della struttura: perché i termistori ad alta temperatura resistono a temperature superiori a 150 °C
Stabilità termica di alcuni materiali ceramici e ingegnerizzazione dei dopanti
Alcuni termistori presentano una notevole stabilità e funzionano in modo efficiente a temperature superiori a 150 gradi Celsius, grazie all’invenzione di nuove ceramiche. Materiali come manganese, nichel e cobalto costituiscono tipicamente questi termistori, e l’aggiunta di terre rare, quali ittrio o lantanio, risulta fondamentale per sviluppare nuovi comportamenti ionici. L’introduzione di tali elementi attenua alcuni tipi di collasso strutturale durante la lavorazione, migliorando così l’integrità termica strutturale del reticolo cristallino. I produttori ottimizzano il processo produttivo per limitare la formazione di vacanze e di vuoti intrappolati. Alcuni operatori utilizzano la zirconia per ridurre la conduzione ionica e la diffusione strutturale dell’ossigeno durante ripetuti cicli termici. Materiali di questa natura vengono impiegati per garantire un’isteresi termica verbale minima del termistore NTC. Nei termistori standard, si dichiara una variazione minima della resistenza del 15 percento a 125 gradi Celsius. Nel caso dei termistori ad alta temperatura, la variazione NTC è pari soltanto a ±1 percento ed essi sono considerati in grado di operare in modo efficiente a 200 gradi Celsius e oltre.
Rottura della linearità del parametro B nei termistori standard al di sopra dei 125 °C
In un termistore NTC, il valore della resistenza e la temperatura sono correlati dall'equazione R = R0 exp[B(1/T - 1/T0)], dove R0 è la resistenza alla temperatura T0 e B è il parametro B (o parametro beta) del termistore. Il parametro B prevede l'intervallo di utilizzo del termistore, che per i termistori standard va da -50 °C a 125 °C. Al di fuori di questo intervallo, le prestazioni del termistore sono influenzate dai seguenti tre fenomeni:
1. Conduttività ionica (conduzione ionica):
L'energia termica provoca la migrazione degli ioni, che prevale sui percorsi di conduzione elettronica.
2. Rilassamento ai confini dei grani:
La segregazione degli agenti dopanti ai confini dei grani determina un rilassamento della microstruttura.
3. Decomposizione del materiale:
Ciò può includere la riduzione parziale di un ossido di metallo di transizione, con conseguente variazione della stechiometria e della concentrazione di elettroni.
Questi processi sono responsabili di valori B che si discostano di oltre il 5% e, pertanto, non è possibile fare affidamento sulle previsioni di resistenza a temperature superiori a tale valore. Per migliorare tali previsioni dei valori B, le versioni ad alta temperatura utilizzano ceramiche e dopanti con energia di attivazione diversa, progettati per ritardare la conduzione ionica, in modo che il percorso misto risulti prevalente a temperature superiori a 200 °C. Ciò estende l’intervallo di temperatura operativa di questi termistori di 75 °C.
Affidabilità estrema delle prestazioni
I termistori progettati per alte temperature possono mantenere la loro affidabilità per anni grazie alla loro costruzione, che prevede l’impiego di componenti in ceramica e metallo, con una guarnizione e degli elettrodi realizzati in metalli preziosi (leghe di platino o palladio) in grado di resistere a temperature pari o superiori a 200 gradi senza subire corrosione. In molte applicazioni caratterizzate da cicli termici (ad esempio il monitoraggio dei motori a reazione), la penetrazione di umidità nel sensore rappresenta un problema comune. Circa i tre quarti dei guasti prematuri dei sensori sono attribuibili proprio all’ingresso di umidità; tuttavia questa progettazione impedisce sia l’ingresso di umidità sia la formazione di trappole. L’intera struttura è in grado di sopportare migliaia di cicli termici ed è indispensabile per garantire precisione operativa nelle raffinerie, dove si verificano cicli termici rapidi (centinaia di gradi) ogni 24 ore. È inoltre utile in applicazioni che richiedono un ambiente controllato, poiché umidità e altri gas potrebbero alterarne le prestazioni, soprattutto in presenza di cicli termici rapidi. L’utilizzo dell’allumina (un ossido di alluminio) come materiale di base serve a ridurre la formazione di lacune termiche e di ossigeno attivo, preservando così l’integrità strutturale.
Nel caso di pozzi geotermici, dove l'umidità è costantemente elevata (circa l'85%) e l'ambiente è ricco di acido solforico, questi aggiornamenti consentono ai sensori di durare decenni invece che mesi, come avviene per i sensori standard.
Realizzazioni operative: derating, compromessi sull'accuratezza e durata dei sistemi a temperature elevate
Derating e invecchiamento accelerato dei sistemi oltre i 125 °C
Al di sopra di una determinata temperatura, la durata di vita dei termistori diminuisce drasticamente. Nel caso della maggior parte dei termistori, ogni aumento di 10 gradi Celsius oltre il massimo nominale riduce la vita operativa di circa il 50%. Ad esempio, i comuni termistori NTC raggiungono i 150 gradi Celsius e iniziano a mostrare una deriva della resistenza superiore al 5% dopo circa 1000 ore di funzionamento. Le versioni ad alta temperatura sono in grado di durare oltre 10.000 ore nelle stesse condizioni. Nei manuali di declassamento (derating), questi rappresentano i limiti oltre i quali termina la zona di funzionamento sicuro. Una volta superati tali limiti, il materiale subisce modifiche permanenti avverse. Gli ingegneri nel mondo reale devono tenere conto dell'inerzia termica nella progettazione dei propri sistemi. Ciò significa integrare una comprensione delle costanti di tempo e dei tassi di trasferimento del calore con una valutazione dello stato ambientale. Una considerazione insufficiente di questi aspetti porterà allo sviluppo di punti caldi localizzati, che ridurranno progressivamente l’accuratezza delle misurazioni del sistema.
Il paradosso della classificazione della temperatura di sensibilità nella progettazione dei termistori ad alta temperatura
Nei termistori ad alta temperatura, la sensibilità termica, spesso espressa come valore alfa del termistore, diminuisce all’aumentare della temperatura massima di funzionamento, il che rappresenta un compromesso progettuale inevitabile. Mentre i termistori NTC standard raggiungono una sensibilità termica di circa –4% /°C a temperatura ambiente, quelli progettati per funzionare a 150 °C raggiungono soltanto circa –1,5% /°C. Perché ciò accade? Ciò è legato alla scelta del materiale drogante. Sebbene gli ossidi di terre rare migliorino la stabilità della struttura cristallina, essi comportano anche una minore mobilità dei portatori di carica. Per temperature superiori a 150 °C, in particolare nei sistemi che richiedono un’accuratezza di ±0,5 °C, è necessaria un’ampia elaborazione del segnale. Ciò implica il corretto funzionamento di amplificatori a basso rumore, l’impostazione di più punti di taratura e l’applicazione di algoritmi per compensare la deriva del valore B. Inoltre, l’impiego di sensori ridondanti è utile per contrastare i problemi di deriva, aspetto particolarmente importante in presenza di valori B non lineari, poiché questi ultimi possono compromettere la stabilità del sistema di controllo.
Selezione basata sulle specifiche: quando scegliere termistori ad alta temperatura?
I sensori NTC standard falliscono in presenza di sollecitazioni termiche prolungate, cicli termici rapidi e quando sono esposti a sostanze chimiche aggressive. I termistori ad alta temperatura possono essere specificati per:
Temperature ambientali sostenute superiori a 125 °C, come nei collettori di scarico automobilistici, nei rivestimenti dei forni industriali e nei compartimenti dei motori aerospaziali;
Ambienti caratterizzati da transitori termici estremi, come nei processori di potenza e nei semiconduttori soggetti a trattamenti termici rapidi, nei quali le formulazioni ceramiche prevengono la formazione di microfessure e lo scorrimento ai bordi dei grani;
Alte temperature associate a umidità e sostanze chimiche aggressive, come nei sensori per applicazioni in pozzo nell’industria petrolifera e del gas o negli autoclavi per la sterilizzazione medica, dove si combina una sigillatura ermetica con una metallizzazione resistente all’ossidazione.
I termistori standard sono ottimi per funzionare a temperature inferiori a circa 100 gradi Celsius, ad esempio negli elettrodomestici e nei sistemi di riscaldamento zonizzati per riscaldare aree diverse. In relazione a questi dispositivi, ha senso cercare di determinare quanto a lungo tali dispositivi possano durare nelle condizioni in cui si prevede che verranno utilizzati. I dati del settore indicano che i termistori standard, se impiegati a temperature superiori a 150 gradi Fahrenheit, si usurano circa 10 volte più velocemente rispetto ai termistori ad alta temperatura. Ciò è dovuto a molteplici fattori, spesso interni, quali il degrado chimico e fisico dei materiali, i movimenti interni e l’ingresso di umidità. Nei casi in cui una misurazione della temperatura è accettabile se compresa entro una tolleranza di ±3 gradi, i termometri a resistenza al platino (PRT) rappresentano una valida alternativa intermedia. Tuttavia, per applicazioni ad alta temperatura i termistori superano i PRT praticamente in ogni categoria: sono più piccoli, più veloci e più economici nella quasi totalità dei casi, specialmente nelle applicazioni ad alta temperatura dove lo spazio disponibile è limitato.
Domande frequenti sui termistori ad alta temperatura
Perché i termistori ad alta temperatura sono in grado di resistere a temperature superiori a 150 gradi Celsius? Ciò è dovuto alla loro avanzata struttura in ceramica, che include ossidi stabilizzanti di manganese, nichel e cobalto, nonché elementi delle terre rare come ittrio e lantanio, utilizzati per ridurre il degrado strutturale.
I termistori standard cessano di funzionare a temperature superiori a 125 °C a causa della completa perdita della funzionalità del termistore, provocata dal predominio eccessivo della conduzione ionica, dal degrado termico dei confini tra i grani e dalla decomposizione termica dei materiali.
Come fanno i termistori per alte temperature a resistere a cicli termici estremi e ripetuti a temperature elevate? Questi termistori sono dotati di un sigillo ermetico estremamente resistente, di barriere metalliche impermeabili all’umidità e resistenti all’ossidazione ad alte temperature, nonché di membrane in grado di sopportare cicli termici senza alterare in modo significativo la calibrazione del termistore.
Quali sono le sfide progettuali dei termistori ad alta temperatura? La stabilità meccanica dei materiali utilizzati a temperature elevate comporta una riduzione della sensibilità termica, richiedendo ulteriori accorgimenti progettuali per ottenere una maggiore accuratezza.
Quando sono necessari i termistori ad alta temperatura? I termistori ad alta temperatura sono necessari quando la temperatura di funzionamento è continuamente superiore a 125 °C, quando sono presenti cicli multipli di transitori termici severi o quando l’ambiente è umido e chimicamente aggressivo.